Sardinia mototour, edizione 2010 1
Non ho davvero voglia di fare un report di questo viaggio in moto, durato circa quattro giorni (al netto delle traversate notturne), e cominciato il 28 di Maggio.
Tantomeno avreste voi voglia di leggere i dettagli metreologici-gastronomici, con digressioni sulle session di biliardino e traversone che questi cinque “anziani” motociclisti hanno sostenuto (tra un pranzo e una cena).
Però è il quinto anno consecutivo che non rinuncio a quel migliaio abbondante di km tra le curve del santificabile asfalto sardo, e ci sarà un perchè.
Probabilmente la miglior regione d’Italia per godersi la moto, sportivamente e turisticamente parlando: traffico minimo, asfalto eccezionale, tratti di decine e decine di km di curve perfette che arrivano a logorarti mani, avambracci, gionocchia, caviglie, spalle (insomma, tutto).
Con tutto l’amore per la Toscana e le Dolomiti, non conosco un’altra regione con una tale qualità complessiva di “materiale guidabile”, proprio perchè unisce semplicemente tutto in un connubio indimenticabile.
Il tempo quest’anno è stato inconsueto, spesso freddo per una regione che di solito ti attacca già da maggio con un caldo estivo, ma alla fine soltanto per un giorno abbiamo patito il maestrale troppo forte (e sufficiente a compromettere la giornata).
Banalmente, c’è da considerare una volta di più che la moto si sposa molto poco con la passione per la fotografia, a meno di non limitarsi al mototurismo da passeggio: fare mediamente 300km al giorno (di cui il 95% di curve) non aiuta, e fermarsi nel bel mezzo della “sinfonia” della guida a due ruote è un vero affronto all’adrenalinica magia del motociclismo.
Tuttavia, visti gli scorci suggestivi del paesaggio è un affronto anche non concedersi mai neppure un momento per immortalare questa terra così poco affollata! Peccato che una supersport abbia troppa poca capacità di carico per una reflex… ci si deve accontentare.
Due parole sulle strade: la base era ad Alghero, e ci sono tanti, troppi percorsi che si possono inventare da lì, fino ad arrivare al Gennargentu. Quindi menziono giusto tre indimenticabili tratti della zona più vicina ad Alghero, a futura memoria:
1. Alghero-Bosa: la litoranea regala 45km di curve, a volte a picco sul mare, altre volte snodandosi tra la verde e bassa vegetazione delle scogliere, in un misto veloce esaltante: curve larghe, asfalto praticamente al meglio delle vostre aspirazioni. Farla tutta d’un fiato, specie se si proviene da altri percorsi altrettanto tortuosi, lascia il segno. Nel corso della giornata l’ho percorsa in entrambi i versi.
2. Alghero-Villanova Monteleone: una strada che rapidamente sale verso gli altopiani a sudest di Alghero, ribattezzata da noi per ciò “scaletta”; è più corta, ma fantastica e imperdibile. Si può ammirare Alghero dall’alto già dai primi tornanti.
3. Alà dei Sardi – Monti: nessuno se la aspettava, 27km di strada colorata spesso dal non raro asfalto rosso di Sardegna; esaltante, con molti tratti di misto stretto e serie di chicane a vista. Prima di arrivarci, si passa per Ittiri, Thelti, Buddusò, e non c’è certo da annoiarsi. Quando si arriva a Monti, la cantina del Vermentino segnala la fine della giostra… anche se dopo Monti, fino a Telti, c’è ancora tanto divertimento garantito.
Come detto, sono solo alcuni dei tratti migliori che si distinguono per la qualità complessiva, la durata del percorso, le caratteristiche della strada in sè (asfalto, difficoltà, traffico) e la bellezza dei paesaggi.














Credo che sarà necessario approfondire la nostra conoscenza di quelle strade!!!!!