Esperimenti enogastronomici #1 0
In realtà non è certo il primo esperimento, ma è il primo che riporto qui e quindi si merita il suo “#1″.
La prossima volta darò un titolo più significativo, e magari ci metto una foto da scattare prima di mangiarmi voracemente il tutto.
Ingredienti:
cavatelli freschi, pomodorini, carpaccio di pesce spada, rucola, fiori di zucca, peperoncino, timo, pepe rosa, aglio, olio.
Aggiungere un amico, o se preferite più amici, a piacere.
Per le quantità, fate un po’ voi (per gli ingredienti da padella come per gli amici).
Dunque, la ricetta sperimentata è più o meno questa:
Prendete una pentola, metteteci dell’acqua, del sale, della rucola Q.B., e accendete del fuoco; assicuratevi che il fuoco arda sotto la pentola, e non altrove.
Prendete una padella; metteteci dell’olio Q.B., del peperoncino, dell’aglio, il carpaccio di pesce spada tagliato in parallepipedoidi tridimensionali o altre cubiche di vostro gradimento, con il timo e il pepe rosa: tutto chiaramente Q.B.
Aggiungete i pomodorini tagliati dopo aver soffritto il tutto Q.B. Se volete sentirvi importanti, tagliateli prima: altrimenti, non per sminuire il vostro impegno, potete tagliarli direttamente sulla padella.
Neanche a dirlo, anche sotto la padella dovrete accendere il fuoco.
Sbollentate i fiori di zucca nell’acqua bollente della pasta (ancora non ci avete messo la pasta, no? No, non vi ho detto di farlo).
Quando è giunto il momento (voi sapete quando, no?) buttate la pasta (quanta? beh, Q.B).
Scolate il tutto, rucola e pasta, e fatele fare un giro in padella, insieme al resto. Ma prima togliete i fiori di zucca e tagliuzzateli in padella.
Riempiteci i piatti e aprite la bottiglia di Capichera che avevate precedentemente messo in frigo per portarla alla temperatura indicativa di tot gradi meno di quello che fa in stanza, ma non troppo tot.
Per gli argomenti di conversazione, confido nella vostra creatività.







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