L’acqua elegante 0
L’enormità del mare se ne sta lì a lasciarsi superficialmente disturbare con un misto di irritazione e rapidissimo divertimento, veli fugacemente compatti e trasparenti si alzano a volte solidi per poi frammentarsi in una miriade di chicchi spumosi, nettamente separati eppure uniti nel rituffarsi velocissimamente alla mia destra, in un’infinità di impatti giocosi e violenti, per tornare a una calma seria e indistinta.
E di contorno il fuoco del sole che fa apparire arcobaleni reali, vicini, eppure indistintamente immaginifici, avanti a tutto e dietro a tutto, sfocati e colorati.
E la terra ha forme rassicuranti e rilassate, appaganti solo se catturate con tutta l’estensione dei sensi.
E in un continuo, incessante e rumoroso si ripete lo spettacolo, difficile da catturare come quello che sto pensando, è già difficile pensare le emozioni in parole perché perdono pezzi: forse nessun pensiero troppo profondo può mai essere scritto in parole.
L’acqua è elegante, la serenità è elegante, e in un umile, neutro, trionfo di pensieri e parole che collimano, sono Re di me stesso.







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