Article written

  • on 17.01.2012
  • at 11:22
  • by alessandro

Crostata alle lacrime di coccodrillo 0

gen17

Per la rubrica “enogastronomia per tutti (ma soprattutto per me)”, di gran lunga la meno seguita di questo poliedrico ed eclettico blog, oggi vediamo come realizzare una crostata alle lacrime di coccodrillo.

Innanzitutto, bisogna preparare il fondamentale della crostata: la pasta frolla.
Per farlo, è sufficiente lurkare in giro sulla rete. Scoprirete così che si tratta di una sostanza fondamentale esistente in natura, composta prevalentemente da un atomo di Burro (Bu), uno di Zucchero (Zu) e due di Farina (Fa), il tutto conglomerato dall’eccipiente Uovo (Uo). Il Fa2BuZu si forma allo stato di polvere solida, e con l’aiuto dell’eccipiente lo dovrete ridurre a forma di plasma primordiale.
La cosa interessante è che, grazie alla complessa teoria esoterica delle proporzioni fra gli atomi della sostanza frollosa, potrete ritrovarvi con una semplice svista con un quantitativo smodato di Fa2BuZu.
Se ne avanza, fateci una statuetta votiva (a forma di coccodrillo piangente, magari).

Quindi, posto che siate in grado tranquillamente di procurarvi il composto basilare di cui sopra, resta il vero problema: le lacrime di coccodrillo.
Per ottenerle, è necessario che:
1. dichiarate a voi stessi che l’intenzione di fare una crostata non ha nulla a che vedere con basse motivazioni di gola, e la offrirete a tutti i vostri amici, conoscenti, coinquilini, vicini di casa, colleghi di partito, simpatizzanti della vostra stessa squadra, estranei il cui nome o cognome sia un anagramma del vostro;
2. dichiarate a voi stessi (con più convinzione di prima, questa volta), che è il caso che la smettiate di continuare a bere e mangiare sostanze anti-fegato, senza tirare in ballo assurde scuse sulla genuinità della roba che mangiate e bevete: carne rossa e vino rosso faranno pure sangue, ma sopra un certo quantitativo vi servirà una trasfusione;
3. vi procuriate una marmellata con cui farcire la prima crostata, che poi divorerete di nascosto al termine di pasti fintamente frugali, avendo avuto cura di alzare il numero di pasti della giornata da tre a sei o otto, includendo prima e seconda colazione, il brunch, il pranzo, la merenda, l’aperitivo, la cena e lo spuntino di mezzanotte.

Io ho usato quella di more. A occhio, per 400 grammi di marmellata di more si possono distillare 50 ml di lacrime di coccodrillo, purtroppo non sufficienti per la prossima crostata.
Dovrò fare altre crostate.

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