Bettersoftware 2010 3
Il bettersoftware 2010 è stata una due giorni di conferenze piuttosto interessante, ho finalmente trovato dopo una settimana il tempo di scrivere alcune mie considerazioni su questo evento.
L’organizzazione è stata piuttosto buona, a parte il carente servizio di wifi (ma possibile che sia ancora un problema la connettività?) e la presenza di una sola sala degna di tale nome all’hotel Laurus di Firenze: le restanti due erano decisamente sottodimensionate, peccato.
Ho perso forse qualche talk interessante, dal mio punto di vista erano di rilievo i talk riguardanti le innovazioni tecnologiche nell’ambito del web, e sui relativi modelli di business.
Per inciso, ho perso i talk relativi alla Internet Of Things, un argomento che penso diventerà di maggior rilievo in futuro ma che per ora ha dovuto soccombere di fronte alla scelta di seguire aspetti più attuali e più utili alla mia attività di CTO in Dnsee.
In questo senso, ho trovato molto interessanti i talk di Ludovico Magnocavallo, che ha parlato della sua esperienza con Blogbabel, e del successivo e collegato talk di Andrea Santagata sulle startup.
Mi ha fatto riflettere sulla mia carriera, che ormai sta per festeggiare il suo primo decennio, e sull’importanza della partecipazione alle community nel modo più attivo e diretto possibile, così da mettere a frutto dai primi momenti la propria passione, energia e “creatività tecnologica” (ma penso che potrei fare un post a parte solo per questo).
Ho seguito con interesse il talk di Francesco Fullone e Federico Galassi sull’ottimizzazione client side dei siti web, e lo speech di Luca Mascaro sull’UXD Agile: lavorando in una web agency, è una bella sfida adottare un metodo unico che coinvolga in un solo approccio architetti dell’informazione, web designer, web developer. Un altro argomento su cui conto di poter scrivere a breve un interessante business case pratico.
In tema di agile, è stato molto piacevole seguire Francesco Cirillo: è sicuramente istrionico, e mi sono trovato molto d’accordo con il suo approccio pragmatico al project management.
In generale, l’impressione è che ormai si parli tanto e troppo di agile: ma mi domando quanto in effetti si riescano ad adattare ai tanti casi in cui non è possibile partire from scratch, facendo realmente leva sui principi giusti che riescano a mettere a frutto al massimo le risorse di cui un manager dispone.
In fin dei conti si tratta di rendere efficiente ed efficace una squadra di persone che non sempre si sceglie completamente, elevando il committment di ciascuno rispettando i vincoli che il contesto ci impone, ed abbattendoli pian piano, passando indenni attraverso un processo transitorio che va digerito iterativamente, così come il metodo che si sta introducendo.
E’ un altro argomento che merita una digressione a parte, tuttavia, e ne abbiamo parlato anche durante (e dopo) il talk di Jacopo Romei sulla qualità totale.
Ho trovato interessanti spunti anche in quello che ha detto Antonio Tomarchio, a proposito dei modelli di business sulle social applications.
Last but not least, uno dei talk più stimolanti è stato quello di Federico Feroldi a proposito del Web Crawling: un talk in cui si è parlato di fatto di Online Reputation Management.
E’ una direzione in cui immagino che Google, Yahoo! e Microsoft stiano investendo, considerando l’esplosione delle social applications e della forte necessità della web identity: per ora qualcosa che interessa soprattutto le corporate per far fronte a crisi di immagine, ma che già riguarda il singolo individuo: le applicazioni sono diverse, e le tecnologie non sono ancora del tutto pronte.
In conclusione, a parte gli spunti che ho sfiorato citando i vari talk, ritengo che il Bettersoftware di quest’anno (il primo che seguivo) sia stato abbastanza interessante e costruttivo, ma vorrei fare qualche (costruttiva) critica:
eclettico, ma comunque web-oriented
Il BSW2010 è pensato da una community a mio avviso molto vicina alla comunità PHP, quindi pretende di essere ampio ma di fatto è molto relegato al mondo web, nel senso più stretto del termine, e al vicino mondo dello sviluppo su mobile (perchè si sa, l’anno del mobile sta sempre per arrivare). Malgrado la (poco spiegabile, per me) presenza di SAP (che peraltro non mi interessa), non si parla di enterprise nè si parla troppo di soluzioni web-based verticali.
L’interesse per l’usabilità è anch’esso fortemente orientato al web.
Agile si, SCM no?
Nel tanto fervore che abbiamo (me compreso) messo nelle metodologie agili, che probabilmente tra un po’ subiranno qualche rimpasto e cambio di nome perchè oramai in Italia se ne parla da almeno cinque anni ma forse si applicano troppo poco e le si evangelizza troppo (ci vorrebbe un approccio più zen…), direi che sarebbe il caso di tenere a mente alcuni punti chiave dell’ingegneria del software, troppo facilmente abbandonata “in blocco”, come se l’ingegneria del software fosse soltanto over-documentation in UML, function points e RUP. C’è un acronimo che mi sta molto a cuore, ed è SCM: Software Configuration Management. Perchè nella mia esperienza ho notato che praticamente sempre si da’ poco peso a cose come il release management (almeno nelle realtà piccole e medie), e non se ne parla mai?
audience e mentor
C’è una mancanza di un’audience più vicina all’imprenditoria, a parte poche eccezioni. Il target è medio, e dagli abstract dei talk è difficile capire quali argomenti ricercano un target più legato al solo mondo degli sviluppatori puri, ai manager o a chi ha budget e soldi da investire.
Anyway, penso che parteciperò comunque al bsw2011 aspettandomi qualcosa in più!







Nemmeno una critica a me?
Stavo per scriverla, ma poi ho pensato di fare un post a parte sull’OSS… è già pronto in pipeline
Concordo soprattutto con l’ultima osservazione, quella sul fatto che il mondo dell’imprenditoria e delle aziende in genere è poco rappresentato e forse anche indirizzato dai talk.